Il progetto
L'ORFANOTROFIO DI FADA N’GOURMA
Fada N’Gourma è una città del Burkina Faso che si trova 200km ad est di Ouagadougou lungo la strada per il Niger. Ci si arriva con circa tre ore e mezzo di viaggio percorrendo una strada asfaltata tra le “migliori” del Burkina.Nel gennaio del 2007 un gruppo di volontari di Gabnichi ha visitato una struttura di accoglienza per orfani gestita da una organizzazione privata, constatando pessime condizioni igieniche ed una generalizzata malnutrizione dei bambini.
A causa della mancanza di fondi l’orfanotrofio è stato chiuso e, considerando che in Burkina non ne esistono di pubblici, è nata la volontà da parte di Gabnichi di realizzare un centro in grado di accogliere i bambini orfani che originariamente occupavano la struttura menzionata.
Il progetto prevede la collaborazione con il Movimento SHALOM, una Onlus con sede a San Miniato di Pisa, che si occuperà della gestione grazie alla collaborazione delle suore dell’Immacolata Concezione. L’idea perseguita con la realizzazione di tale struttura è quella della “Casa Famiglia”, ovvero un centro costituito da più alloggi ciascuno in grado di ospitare un nucleo familiare formato da una coppia di genitori “adottivi” ed una decina di bambini orfani.
Infine si è ipotizzata in futuro la possibilità di dotare la struttura di attività produttive che possano coprire le spese di gestione del centro di accoglienza stesso e di creare ulteriori possibilità di lavoro. Partirà inoltre, parallelamente, un piano di adozioni a distanza per il sostegno degli orfani della struttura.
A Fada i lavori sono partiti a febbraio e la recinzione in muratura di tutto il terreno è stata completata a metà settembre grazie al lavoro dell’impresa di Etienne Ouoba.
In questo momento sono in corso d'esecuzio i lavori di realizzazione delle opere fondali di tutte le costruzioni componenti la prima parte del complesso che ci permetterà di procedere con l’attività di accoglienza dei bambini.
Questo primo stralcio dei lavori appaltati all’impresa riguarda - oltre il pozzo e la recinzione dell’area – anche la casa delle suore, il refettorio con l’annessa cucina e due prime abitazioni per i bambini in grado di ospitare circa trentadue ragazzi; il progetto finale consentirà di arrivare ad averne un centinaio.
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