Curci Gianluca

Primo giocatore della storia del Siena a vestire la maglia azzurra. Quali sono le ambizioni ed i sogni di un giovane portiere già nel giro della nazionale maggiore?

La convocazione in nazionale è sempre un evento speciale, è il sogno di tutti i calciatori. L’esserci tornato dopo un pò di tempo mi ha fatto estremamente piacere e mi ha riempito di orgoglio il fatto di essere il primo giocatore del Siena ad essere stato convocato dalla nazionale maggiore. Una volta conquistata nessuno vorrebbe mai perderla, ma so perfettamente che per essere stabilmente in nazionale e per riuscire ad avere ulteriori chances devo continuare a lavorare tanto, cercare di fare sempre meglio ed in questa ottica essere qui a Siena mi può aiutare perché gioco con continuità e l’ambiente è ideale per crescere.

Prima esperienza lontano da casa dopo tanti anni di Roma: quali sono le maggiori differenze che hai riscontrato venendo a Siena?

Siena è una città tranquilla dove la qualità della vita è molto alta. L’ambiente è molto sereno e ti dà la possibilità di lavorare bene, senza pressioni eccessive, l’ideale soprattutto per chi è giovane.

A Siena come prima cosa è arrivata la fiducia della società che mi ha voluto a tutti i costi, poi è arrivata la fiducia dei compagni e successivamente anche quella dei tifosi, magari a seguito a qualche bella prestazione. Quando si ha la fiducia totale e la stima da parte di tutti si scende in campo anche più tranquilli. A Roma forse c’è stata il primo anno, poi sono cominciati a sorgere alcuni problemi in un campionato dove non eravamo partiti bene. A Siena ho trovato serenità e tranquillità, un posto dove crescere e fare bene. Questo è molto importante soprattutto per un ruolo molto delicato come quello del portiere.

Sul campo poi in realtà grosse differenze non le ho avvertite, perché sempre di serie A si tratta.

L’A.C. Siena, già premiata lo scorso anno per avere la tifoseria più corretta, quest’anno ha deciso di legare il proprio nome ad una iniziativa di solidarietà. Cosa ne pensi a riguardo, considerato quanti messaggi negativi arrivano da altri campi?

Qui la tifoseria è molto corretta, allo stadio in occasione delle nostre partite vengono tante famiglie, tanti bambini e questo è un bel segnale che viene dato al mondo del calcio di cui spesso si evidenziano solo gli aspetti negativi. So che il Siena non è nuovo ad iniziative di solidarietà, anche in passato ne ha fatte, c’è molta sensibilità sia da parte dei dirigenti che della squadra. Quest’anno leghiamo il nostro nome alla Gabnichi per completare una scuola in Tanzania costruendo anche un campetto di calcio; un progetto importante che ci auguriamo serva – oltre che ad aiutare chi ha bisogno – anche a trasmettere i veri valori dello sport ai bambini che ci giocheranno ed a farli riscoprire a tutti coloro che, forse, li stanno perdendo.

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