
Nell'ambito dei propri progetti di solidarietà GABNICHI promuove la campagna per la costruzione di pozzi, finalizzata a garantire l'approvvigionamento idrico e l'accesso all'acqua potabile, come diritto concreto e non solo sulla carta, in favore delle comunità dei paesi in via di sviluppo. Tale campagna, pertanto, provvede a realizzare le opere di perforazione ma anche la necessaria iniziale assistenza tecnica alle persone del posto, affinché possano apprendere le nozioni fondamentali per un'adeguata successiva manutenzione degli impianti.
Poiché in molte di queste zone l'estrazione dell'acqua di falda avviene, di norma, con il ricorso a pompe manuali oppure mediante pompe azionate da gruppi elettrogeni alimentati da combustibili fossili, con il suo intervento Gabnichi intende gettare solide basi per un percorso di sviluppo che:
A tal fine ritiene che l'installazione di pompe alimentate con energia solare fotovoltaica rappresenti una soluzione ottimale e lungimirante, valorizzando in maniera straordinaria la principale risorsa (paradossalmente anche la principale causa di desolazione) delle aree desertiche: il sole.
Il binomio energia fotovoltaica - stazioni di pompaggio non rappresenta una novità. Le prime applicazioni, infatti, risalgono agli anni '70, quando furono realizzate per l'estrazione dell'acqua nelle zone desertiche del Mali colpito da una grave siccità. Si trattava di impianti di piccola taglia, sia pure concepiti per risolvere con successo la situazione di emergenza idrica.