evento abbinato all'asta di maglie sporive ed alla

Lotteria della Solidarietà 2007

interviste

Franco Ballerini

Ci troviamo con Franco Ballerini che è il commissario tecnico della nazionale ciclistica italiana, sei stato però anche un ciclista. Soprattutto un grande appassionato della Parigi - Roubaix, sei conosciuto proprio per questo e anche per un episodio in cui hai ringraziato la città per questa tua passione questo tuo amore per questo tipo di gara. Io ti chiedo allora, quale delle due situazioni una in cui ti ha visto ciclista, l’altra in cui ti vede allenatore ti ha dato le maggiori emozioni e anche soddisfazioni.

Ma, sono due sensazioni, tutte e due molto belle, ma tutte e due diverse. Nel senso che quando sei atleta la cosa più importane è lavorare su te stesso, perché tu quel giorno lì possa essere al cento per cento. Quindi preparare una gara di ciclismo vuol dire partire da molto lontano e lavorare con grande serietà, e poi avere la fortuna di avere una squadra che ti possa spalleggiare e permettere quindi al posto giusto al momento giusto. Quando sei commissario tecnico devi riuscire a trasmettere a nove o dodici atleti quello che può essere il tuo pensiero. La soddisfazione diviene vedere concretizzato il tuo pensiero che è lo svolgimento della tattica. E quando questo accade e nella maniera che avevi previsto, vuol dire che sei riuscito a trasmettere molto aglia atleti e quindi sono soddisfazioni diverse. Devo dire la verità, che se oggi guardassi i mondiali di Cipollini o i mondiali di Bettini e guardassi la mia Pargi-Rubaux, sicuramente mi emoziono id più per i mondiali dei due campini.

Ascolta questa sera sei qui come testimonialdi Gabnichi, che una onlus che si occupa di aiutare l’Africa però con un aiuto molto concreto, non quindi facendo una pura beneficenza, ma un aiuto costruttivo per costruire delle opere e dare un appoggio tecnico. Un aiuto importante che diciamo dovrebbe essere comuque seguito e preso da esempio. Questa sera ci sono tanti personaggi del mondo dello sport, credi che sia giusto che i campioni dello sport italiano prestino il loro volto per questo tipo di iniziative, e credi anche che forse per quanto riguarda il ciclismo si potrebbe anche fare di più nel senso che è uno sport che è molto seguio ed amato in Italia.

Io credo che si possa sempre fare di più. Credo che per quanto riguarda gli sportivi sia doveroso fare qualcosa, perché casomai è stato più sfortuanto di lui. Perché essere sportivi, atleti oppure tecnico vuol dire essere uomini fortunati di conseguenza riuscire a mettere la propria immagine diciamo a servizio di chi ha più bisogno sia una cosa che debba rientrare nella normalità. Poi iniziative come queste sicuramente ancora di più perché comunque si va come hai detto tu, a costruire un qualcosa a chi non ha niente.

Intervista del 15 gennaio 2007

Ilaria Bonifazi

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